Interventi

Intervento Chirurgico

La chirurgia della tiroide comprende essenzialmente due tipi di intervento:
Emitiroidectomia o lobectomia o istmolobectomia tiroidea: asportazione di metà tiroide.
Tiroidectomia totale: asportazione di tutta la tiroide.
L'enucleazione intracapsulare della tiroide è un intervento obsoleto.

L'approccio chirurgico può essere:
tradizionale: attraverso una incisione alla base del collo (Cervicotomia di Kocker).
robotico: la tiroidectomia eseguita con ausilio del robot, per via trans-ascellare

Tiroidectomia
La tiroidectomia prevede l'asportazione della tiroide in maniera completa (total) o quasi completa (near-total). Nel nostro centro si predilige e si esegue la tiroidectomia completa, per via extracapsulare. Tale procedura, eseguita da chirurghi esperti, allunga di poco i tempi operatori e si prefigge lo scopo di asportare tutta la tiroide. Questo permette di assicurare maggior radicalità, di ridurre le possibilità di recidiva di malattia e di poter ridurre i dosaggi di radioisotopi in caso di necessità di terapia radiometabolica. L'intervento viene eseguito in anestesia generale, tramite un'incisione cutanea alla base del collo sopra il giugulo (cervicotomia di Kocher). Con l'ausilio dei dissettori ad ultrasuoni e a radiofrequenza l'incisione attualmente è di circa 4 cm. Una volta divaricati i muscoli pre-tiroidei, si accede alla loggia tiroidea e si procede all'isolamento dei peduncoli arteriosi (superiore ed inferiore) e dei principali vasi venosi; tali strutture vengono sezionate tramite dissettore ad ultrasuoni o a radiofrequenza, solitamente senza l'apposizione di clips metalliche nel collo. Particolare attenzione è posta al momento in cui si procede alla sezione del peduncolo arterioso superiore, finalizzata all'identificazione e conservazione della branca esterna del nervo laringeo superiore. L'utilizzo di strumenti ad energia (ultrasuoni o radiofrequenza) ha permesso di ridurre significativamente i tempi operatori e la durata dell'anestesia, aumentandone nel contempo sicurezza ed efficacia. Durante le manovre di isolamento della ghiandola e dei vasi è d'obbligo l'isolamento della ghiandole paratiroidi e dei nervi laringei inferiori (o ricorrenti). Nel nostro centro tale procedura è resa ancora più sicura ed efficace dall'utilizzo routinario del Monitoraggio Intraoperatorio del nervo laringeo inferiore. L'isolamento del nervo laringeo inferiore avviene tramite accurata e delicata dissezione dei tessuti, con l'ausilio di un monitoraggio intraoperatorio del nervo, procedura che permette di abbattere il rischio di lesione monolaterale del nervo laringeo e di azzerare il rischio di lesione bilaterale. Il nervo viene esposto nel suo decorso fino al punto di ingresso in laringe. La sua funzionalità viene monitorata costantemente in tempo reale durante le manovre potenzialmente rischiose; la valutazione elettromiografica finale, una volta terminate le manovre chirurgiche, permette di stabilire non solo l'integrità anatomica del nervo ma anche l'integrità funzionale di tale delicata struttura. Qualora il nervo fosse integro ma la funzione fosse ridotta (danno da trazione, danno termico), viene attuato un immediato e precoce trattamento a base di cortisone, essendo stato dimostrato che più precoce è la terapia, migliore e più rapida è la ripresa funzionale.
Al termine si procede alla ricostruzione del piano muscolare (sternotiroideo) ed alla sutura del muscolo platisma, del piano sottocutaneo e della cute. Viene posizionato un solo drenaggio che viene rimosso dopo 24 ore.  La sutura è intradermica, riassorbibile, per assicurare un ottimo risultato estetico.

Intervento: tiroidectomia totale
Anestesia: generale
Durata: 45-75 minuti, in media 60 minuti.
Preservazione del nervo laringeo: utilizzo del neuromonitoring intraoperatorio
Drenaggio: uno, 24 ore
Dimissione: dopo 48 ore dall'intervento

Emitiroidectomia
La emitiroidectomia prevede l'asportazione di metà tiroide solitamente estesa all'istmo (loboistmectomia). L'intervento viene eseguito in anestesia generale, tramite un'incisione cutanea alla base del collo sopra il giugulo (cervicotomia di Kocher). Con l'ausilio dei dissettori ad ultrasuoni e a radiofrequenza l'incisione attualmente è di circa 3-4 cm. Una volta divaricati i muscoli pre-tiroidei, si accede alla loggia tiroidea indicata e si procede all'isolamento dei peduncoli arteriosi (superiore ed inferiore) e dei principali vasi venosi; tali strutture vengono sezionate tramite dissettore ad ultrasuoni o a radiofrequenza, solitamente senza l'apposizione di clips metalliche nel collo. Particolare attenzione è posta al momento in cui si procede alla sezione del peduncolo arterioso superiore, finalizzata all'identificazione e conservazione della branca esterna del nervo laringeo superiore. L'utilizzo di strumenti ad energia (ultrasuoni o radiofrequenza) ha permesso di ridurre significativamente i tempi operatori e la durata dell'anestesia, aumentandone nel contempo sicurezza ed efficacia. Durante le manovre di isolamento della ghiandola e dei vasi è d'obbligo l'isolamento della ghiandole paratiroidi e dei nervi laringei inferiori (o ricorrenti). Nel nostro centro tale procedura è resa ancora più sicura ed efficace dall'utilizzo routinario del Monitoraggio Intraoperatorio del nervo laringeo inferiore. L'isolamento del nervo laringeo inferiore avviene tramite accurata e delicata dissezione dei tessuti, con l'ausilio di un monitoraggio intraoperatorio del nervo, procedura che permette di abbattere il rischio di lesione monolaterale del nervo laringeo. Il nervo viene esposto nel suo decorso fino al punto di ingresso in laringe. La sua funzionalità viene monitorata costantemente in tempo reale durante le manovre potenzialmente rischiose; la valutazione elettromiografica finale, una volta terminate le manovre chirurgiche, permette di stabilire non solo l'integrità anatomica del nervo ma anche l'integrità funzionale di tale delicata struttura. Qualora il nervo fosse integro ma la funzione fosse ridotta (danno da trazione, danno termico), viene attuato un immediato e precoce trattamento a base di cortisone, essendo stato dimostrato che più precoce è la terapia, migliore e più rapida è la ripresa funzionale.
Al termine si procede alla ricostruzione del piano muscolare (sternotiroideo) ed alla sutura del muscolo platisma, del piano sottocutaneo e della cute. Viene posizionato un solo drenaggio che viene rimosso dopo 24 ore.  La sutura è intradermica, riassorbibile, per assicurare un ottimo risultato estetico.

Intervento: emitiroidectomia
Anestesia: generale
Durata: 30-60 minuti, in media 50 minuti.
Preservazione del nervo laringeo: utilizzo del neuromonitoring intraoperatorio
Drenaggio: uno, 24 ore

Dimissione: dopo 24-48 ore dall'intervento

Intervento Percutaneo

La TermoAblazione mediante RadioFrequenza

La TermoAblazione mediante RadioFrequenza (RFA) è una tecnica percutanea applicata in vari ambiti della chirurgia;  sfrutta la capacità delle radiofrequenze di generare calore all'interno di un tessuto. Già collaudata in diversi tipi di patologie (del fegato, pancreas, polmone, osso), negli ultimi anni è stata applicata anche al trattamento di alcune patologie della tiroide.
Le indicazioni sono, per ora, molto specifiche e limitate.

Sotto guida ecografica, viene introdotto attraverso la cute un ago-elettrodo nell'organo bersaglio, in questo caso la tiroide. Una volta posizionato l'ago, il generatore RF viene attivato e dalla punta dell'ago stesso vengono erogate RadioFrequenze ad una determinata potenza. La conseguenza è la generazione di calore all'interno dell'organo tramite cui si ottiene la necrosi (morte del tessuto) di una zona ben delimitata, stabilita dall'operatore.
Viene utilizzata per il trattamento di noduli tiroidei o di voluminosi gozzi (per ridurne il volume e la sintomatologia compressiva) in pazienti che rifiutano la chirurgia o che hanno assolute controindicazioni ad essa.
Il vantaggio è la minima inviasività, la dimissione rapida e l'assenza di cicatrice sul collo.

Intervento Mini - Invasivo

MIVAT (Mini-Invasive Video-Assisted Thyroidectomy)
La tiroidectomia mini-invasiva video-assistita è una tecnica chirurgica che permette di asportare l'intera tiroide mediante una mini-incisione (solitamente 1.5cm) con l'ausilio di una telecamera che amplifica l'immagine. Le indicazioni sono limitate e precise. Vengono sottoposti a MIVAT pazienti con tiroidi di piccolo volume (20-25 mL complessivi), solitamente senza tiroidite pregressa o in corso. L'indicazione ideale riguarda solitamente giovani donne affette da una neoplasia differenziata della tiroide insorta in ghiandola normale.
Tale intervento permette una accurata dissezione tissutale; la magnificazione della telecamera permette una più sicura identificazione dei nervi laringei e delle ghiandole paratiroidi.
I vantaggi rispetto all'intervento tradizionale consistono in un minor traumatismo con minor dolore post-operatorio, che permettono una precoce dimissione, ed una incisione minima, con un risultato estetico più gradevole.

T.O.E.T.V.A.

La T.O.E.T.V.A. (Transoral Endoscopic Thyroidectomy Vestibular Approach) è una novità assoluta nel panorama italiano.
Il Dott. Andrea Casaril è fra i primi in Europa ed in Italia ad aver importato ed eseguito questa innovativa tecnica che prevede l'accesso chirurgico dal vestibolo della bocca, fra i denti ed il labbro inferiore, utilizzando una tecnologia esclusiva che non lascia alcuna traccia visibile nel paziente.

Di recente l'Arena di Verona ha pubblicato un articolo intervista su questa sorprendente novità.

Naturalmente non tutti i casi chirurgici possono essere affrontati con questa tecnica. La valutazione della tecnica ideale dipende, come sempre, da un'attenta diagnosi e valutazione del singolo caso specifico.

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